Per giungere a Primiero dall’accesso più naturale, lo Schener, si incontra subito il Ponte Serra, una diga costruita verso fine ’800 inizi ’900 per alimentare la centrale idroelettrica di Pedesalto presso Fonzaso (BL) all’imbocco della prima galleria. È un’imponente muragione alto 50 metri a due arcate con delle gallerie a lato per gli sfoghi d’acqua. La visuale esatta da dove durante il periodo bellico è stata scattata la foto (dalla collezione privata di G. Mayerild) non è più riottenibile dal momento che il pianetto è totalmente imboscato sul ciglio del precipizio. Per il resto è tutto rimasto come allora, comprese le fortificazioni e l’ex locanda sul ponte.
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La centrale elettrica di Pedesalto è stato uno dei più vecchi e arditi impianti d’Italia per produrre energia con una potenza di di 6600 kW. Di proprietà delle Forze Motrici Cismon Brenta venne poi comprata dalla SADE, tristemente famosa per aver costruito la diga del Vajont. Anche in Primiero la produzione di energia sotto gli Austriaci iniziò molto presto: nel 1902 ai Boaletti (Tonadico) venne già progettata la prima centrale e si istituì la Società Impianto Elettrico Industriale con l’unione di tutti i comuni della valle. La centrale sorgeva a quota 867 m s.l.m. con un salto utile di 42m e con una potenza impegnata di circa 200 kW. Fu un progetto epocale che coinvolse tutti, borghesi e contadini, con le prime linee della media tensione che a raggio arrivavano fino a San Martino e Imer, per entrare nelle prime case della gente comune.
Eravamo in pieno periodo del cosiddetto “risorgimento economico” che in tutto il Trentino vedeva rimodernare la società attraverso l’utilizzo dell’energia sia per uso privato sia soprattutto in via industriale. Nel 1890 Trento fu la prima città in Europa ad avere un’azienda elettrica per servire la cittadinanza, oltre ad aver messo a disposizione per prima l’energia elettrica per uso industriale. La prima centrale elettrica in assoluto in Europa nacque a Milano proprio di fianco al Duomo nel 1883 con 4 dinamo e alimentata a carbone, ma serviva solo per illuminare la Galleria e la Scala.
A Primiero dopo l’impianto dei Boaletti, vista la crescente richiesta di elettricità col boom turistico, venne costruito l’impianto di Canal San Bovo in Val Viosa e la centrale di San Martino edificata dal proprietario del Grand Hotel des Alpes. Con l’annessione italiana nel 1930 nacque l’impianto di San Silvestro e delle Moline (Sovramonte). Dopo la seconda guerra mondiale si iniziò a costruirne una in Caoria e successivamente negli Anni 50 in Val Noana e a Castelpietra. Relativamente recente l’impianto di Zivertaghe con già istituito l’ENEL. (m.d.)
Altre immagini, su panoramio.com e progettodighe.it
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